
Sulla cronaca di Empoli di domenica 1° marzo, è apparso un corposo articolo in cui si è dato risalto all’iniziativa del Comune di Empoli, volta ad eliminare le slot dai Circoli Arci (peraltro
erroneamente assimilate ai videopoker, con i quali non hanno nulla a che spartire, secondo una consueta prassi giornalistica di perseverare in tale confusione poco lodevole).
La presa di posizione dell’Amministrazione Empolese è stata descritta come movimento di moralizzazione dei costumi che sarebbero turbati e violati dalla messa a disposizione di slot machine (peraltro legali, si sottolinea) per gli avventori dei Circoli.
In particolare, si è dato risalto alla circostanza che nel circondario toscano ci sarebbe un allarme ludopia galoppante in virtù del quale pensioni e stipendi vengono fagocitati dai prodotti di gioco in portafoglio gestione dell’Amministrazione Finanziaria (si citano infatti, oltre alle slot i gratta evinci, le scommesse, il lotto e il superenalotto), rendendo necessario un intervento della Giunta, soprattutto in periodi di crisi come quello attuale.