venerdì 10 febbraio 2012
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Notizie lunedì 01 marzo 2010
GIOCHI E SCOMMESSE I NUMERI SONO VINCENTI.
Nel 2009 gli italiani hanno investito 54,4 miliardi di euro per tentare la fortuna. E lo Stato ne ha incassati 9

Sullo sfondo c’è sempre l’idea del colpo che cambia la vita. Il Fato, la Fortuna, che cambiano in positivo il destino di un uomo. Ma questo non basta a spiegare il perché di un successo. La vecchia idea del colpo di fortuna c’era già ai tempi monopolistici della Lotteria Italia, del Totocalcio, del 12 al Totip, dell’estrazione del Lotto il sabato sera. Se invece vogliamo spiegare perché quella che era considerata alla stregua di una «tassa degli stupidi» si sia trasformata in una vera e propria industria dobbiamo riconoscere almeno due fattori di cambiamento. Il primo è esogeno e corrisponde alla diffusione capillare dell’informatica. Il secondo è endogeno è si individua nell’indubbia capacità di innovazione da parte degli attori del mercato.
L’operazione innovativa più clamorosa è quella che riguarda il Superenalotto, che Sisal inventò dando nuova vita a quel malato terminale che era alla fine degli anni Novanta l’Enalotto. Ma da allora l’innovazione di prodotto è stata veloce e quasi inarrestata: dalle lotterie istantanee alle scommesse sportive, fino ai casi clamorosi degli ultimi mesi, con le rendite vitalizie pagate da Win for life e Turista per sempre .
In crescita
Il 2009 è stato un anno record. Il giocato in Italia ha toccato l’iperbolica cifra di 54,4 miliardi di euro, con una crescita del 14,4 per cento rispetto al già ottimo 2008. «La crescita generale si riflette anche sul dato erariale — dice Paolo Franci, direttore dell’agenzia di stampa Agipronews —. Infatti, il comparto giochi verserà allo Stato 8,8 miliardi di euro, il 13,7 per cento in più rispetto al 2008. Un impulso determinante alla crescita è stato dato dagli skill games , come il poker online , partiti a settembre 2008 e volati nel 2009 a 2,3 miliardi».
Infatti, Maurizio Ughi di Snai sottolinea «l’esplosione dei giochi di abilità». Una crescita prossima alle quattro cifre (+900%) sul mercato nel suo complesso «che da molti era stata prevista e che noi avevamo valutato con una certa prudenza. Non pensavamo che fosse un fenomeno di queste proporzioni». Illustrando l’offerta di Snai spiega che un «particolare successo lo sta avendo, negli incrementi giornalieri, una nostra esclusiva, la briscola on line . Non arriverà mai ai livelli assoluti del poker, ma l’idea di giocare su Internet a un gioco della tradizione popolare italiana piace moltissimo».
In termini assoluti, invece, la voce di gran lunga più rilevante del comparto rimane quella degli apparecchi da intrattenimento, le new slot , che da sole incassano 25,5 miliardi di euro (il 47 per cento della raccolta complessiva) e riversano all’Erario ben 3,2 miliardi. E il futuro appare ancora più roseo, grazie alle videolottery : «Le prospettive di crescita sono buone — spiega Fabio Felici, direttore di Agicos — ogni macchina potrebbe raccogliere 4-5 volte in più di una slot attuale».
Innovazione

Che l’innovazione sia uno dei motori del successo lo dimostra il Lotto. Il gioco più antico per il quinto anno consecutivo ha mostrato una raccolta in flessione: solo -3,2 per cento, alla comunque ragguardevole cifra di 5,6 miliardi giocati, ma la conferma che cambiare paga. Non è bastato infatti aggiungere il «10 e Lotto» per cambiare la tendenza, anche se ci sono molte attese dalle innovazioni introdotte alla fine dello scorso anno e che hanno portato il gioco a 200 estrazioni al giorno, praticamente una ogni cinque minuti. Basterà? Altri hanno osato di più sul fronte dell'innovazione e sono stati premiati. Il Lotto invece mantiene una forte identità legata alla tradizione e forse la sostanziale «tenuta» è dovuta proprio a questo.
Montepremi
Chi invece deve la propria fortuna all’enormità della vincita è il Superenalotto, che ha raggiunto una raccolta complessiva di 3,3 miliardi di euro, grazie al montepremi salito fino ai 147,8 milioni vinti il 22 agosto scorso a Bagnone. L’anno che si è concluso con un altro record: il muro dei 4 miliardi giocati che è stato abbattuto dal comparto delle scommesse sportive. Questo è stato uno dei settori nei quali il peso e la tradizione dei bookmaker inglesi maggiormente si è fatto sentire. E l’apertura internazionale non è nuova. Basti pensare all’arrivo online di alcuni competitor internazionali. Ladbrokes è attivo sul mercato inglese dal 1886, «in Italia da molto meno e anzi — sottolinea Mario Gastaldi, responsabile dello Sviluppo del business per conto del bookmaker inglese, quotato alla Borsa di Londra — stiamo rivedendo la nostra posizione. Avevamo un’ottantina di agenzie e circa 40 corner, ma ora vogliamo concentrarci unicamente sull’online che è il settore in maggiore crescita». Ladbrokes, che in Gran Bretagna ha 2.700 agenzie dirette, è entrato da poco nel business del poker online ed è pronto a lanciare anche le scommesse ippiche via web. (fonte: Corriere della Sera)
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