COMMA7, ARRIVA LA SVOLTA: OMOLOGAZIONI AFFIDATE A ENTI PRIVATI: PROCEDURE PIU' SNELLE E MENO ONEROSE
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(...)Ora però arriva la svolta:
le procedure di omologazione passano agli enti privati di certificazione, come il settore auspicava da tempo. Alle sei società già accreditate con i Monopoli di Stato (Gli, Nmi Certin, Quinel, Sgs e Siq) per la certificazione degli apparecchi con vincita in denaro (comma 6 a del Tulps) vengono affidate le competenze per la certificazione anche dei comma 7 attraverso l'integrazione della convenzione siglata con la stessa Aams.
Ad oggi, sono già tre gli enti che hanno già sottoscritto il nuovo accordo e nei prossimi giorni verranno formalizzati anche gli altri accordi, per un nuovo traguardo che potrebbe segnare la svolta per il settore del videogioco.
A cambiare, infatti, non è soltanto il soggetto incaricato all'omologazione (la norma adottata nel 2005 specificava che gli apparecchi da intrattenimento potevano essere immessi sul mercato solo se preventivamente autorizzati dall'Aams e quindi dotati di certificazione rilasciata da Sogei -il partner tecnologico dell'Amministrazione, con le verifiche tecniche che venivano fatte dalla stessa società informatica) ma anche, e soprattutto, le procedure da adottare, che promettono tempi più brevi e costi minori per gli addetti ai lavori. A sparire, per esempio, è la verifica post-omologazione prevista dalla norma fino ad oggi adottata che prevedeva l'ispezione da parte del personale di Sogei nei magazzini dei produttori di giochi per l'applicazione dei cosiddetti 'Rfid', i dispositivi di sicurezza che permettono il controllo a distanza degli apparecchi evitando, o comunque limitando, la possibilità di manomissione da parte degli operatori. Tali dispositivi, infatti, verranno d'ora in poi rilasciati insieme ai nulla osta da parte di Aams ( i titoli autorizzatori che permettono agli operatori la messa in esercizio dell'apparecchio).
UNA SVOLTA DOVUTA - Ecco quindi che (anche) il settore degli apparecchi da intrattenimento ha di fronte a sé una vera e propria svolta. Un obiettivo che i Monopoli di Stato si erano prefissati da tempo ma che fino ad oggi non era mai stato affrontato in modo concreto. Ora però è arrivato il momento di cambiare, anche grazie all'interessamento della Commissione europea nei confronti di tale problematica che ormai quasi 5 anni fa aveva avviato una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per contestare proprio le procedure di certificazione applicate al mercato del videogioco che ne limitavano - secondo l'organo comunitario - la "ibera circolazione" del servizio.Dopo la lettera di messa in mora complementare inviata al governo italiano lo scorso settembre 2009, con tanto di 'parere motivato' (come previsto dall'articolo 226 del trattato CE) nei confronti del nostro paese, Il ministero dell'Economia, attraverso i Monopoli di Stato, aveva inviato le proprie contromisure che intende adottare per rispondere alle criticità evidenziate da Bruxelles. Tra queste, appunto, sono incluse le nuove modalità di certificazione degli apparecchi che comunque, a partire dai prossimi giorni, verranno adottate per le prossime omologazioni. Dall'Europa, infatti, devono ancora arrivare risposte riguardo alle soluzioni proposte dall'Amministrazione italiana, ma le nuove modalità rappresentano comunque una nuova disciplina (che peraltro non comporta nessuna modifica sostanziale nella normativa di base, che prevede l'omologazione delle macchine da gioco che può essere eseguita sia 'internamente' da Aams che affidata ad organismi esterni) che si appresta ad entrare in vigore già nei prossimi giorni, quando ne verrà data comunicazione ufficiale attraverso il sito ufficiale dei Monopoli di Stato. Anche nella peggiore delle ipotesi pertanto -ovvero che Bruxelles non dovesse ritenere sufficienti le misure proposte da Aams per archiviare l'infrazione - le nuove regole rimarranno comunque una realtà: al massimo, potrebbero essere arricchite da ulteriore nuove misure. (fonte: GiocoNews)