giovedì 29 luglio 2010
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Notizie martedì 16 febbraio 2010
GRECIA: IL MINISTRO DELLE FINANZE AL PARLAMENTO: "PRONTI A NUOVA LEGGE SU APPARECCHI DA GIOCO"
Il ministro delle finanze greco Giorgio Papaconstantinu ha detto oggi al Parlamento che la Grecia avrà presto una nuova legge sul gioco le permetterà di allinearsi con la normativa europea. La dichiarazione ha fatto seguito ad una interrogazione parlamentare nella quale si evidenziava il grande ritardo nell'adottare una normativa di settore che è stata bocciata dalla Corte Europea e che sta costando al Paese il pagamento di una sanzione pari a 31.000 euro al mese. Papaconstantinu ha spiegato che l'intenzione del governo è quella di muoversi in due fasi. Il primo problema da risolvere è appunto quello della Corte di Giustizia e quindi è previsto a breve un progetto di legge per cui si avvierà una consultazione.” Crediamo oggi ci siano gli strumenti per garantire il gioco legale, anche se dovremo sempre fare i conti con l'ingegno dei delinquenti” ha detto. “ Questo è il primo problema, visto che non possiamo continuare a pagare una sanzione ingiusta. La seconda questione è legata alla necessità di aprire un dibattito serio sul ruolo e la regolamentazione statale sull'intero mercato nazionale del gambling. Si tratta di un problema molto serio legato alla impossibilità di controllare l'offerta via internet. Oggi siamo disposti ad affrontare la questione degli apparecchi da intrattenimento a vincita limitata, purché siamo tutti d'accordo nell'applicare regole rigorose. Sappiamo bene che questa questione è stata legata a quella del videogioco e dell'apparecchio di puro intrattenimento. La messa al bando di entrambi ha portato alla procedura di infrazione e alla condanna della Grecia. Oggi dobbiamo tenere separate le due cose. Solleciteremo l'Assemblea a legiferare immediatamente in merito ai videogiochi e agli apparecchi di puro intrattenimento. Subito dopo si aprirà una discussione pubblica sulle proposte perchè non c'è niente di peggio del mercato senza regole”. “ I lavori- ha detto Papaconstantinu- verteranno su settori specifici come il casinò, il gioco via internet e le slot. Voglio essere chiaro su due punti. Il primo è che noi prendiamo molto sul serio le decisioni della Corte di Giustizia e il fatto che il contribuente oggi paga per errori dei governi precedenti. Il secondo riguarda la nostra sensibilità a questioni che investono il sociale, com'è appunto la diffusione del gioco. Lo Stato deve regolamentare i nuovi mercati e si deve fare carico di precise responsabilità. Di fronte al gioco noi non ci tireremo indietro”.
 
La condanna della Corte Europea

Con una sentenza emessa nel giugno scorso dalla Corte di Giustizia Europa la Grecia è stata condannata per non aver notificato una norma di legge che nel 2003 ha messo al bando ogni tipo di apparecchio da intrattenimento dai pubblici esercizi. La condanna prevede :

1) una penalità di EUR 31 536 per ogni giorno di ritardo nell’attuazione dei provvedimenti necessari per conformarsi alla prima sentenza della Corte di giustizia Commissione/Grecia (C-65/05 del 26/10/2006) a decorrere da oggi e fino all’esecuzione della stessa.

2) una somma forfettaria di EUR 3 milioni, come sanzione per la durata dell'inadempimento dalla prima sentenza della Corte di giustizia (26/10/2006) e fino alla sentenza odierna.

Questi i motivi della decisione della Seconda Sezione della Corte :

1.Non avendo modificato gli artt. 2, n. 1, e 3 della legge n. 3037/2002 che stabilisce un divieto, a pena di sanzioni penali o amministrative previste dagli artt. 4 e 5 della medesima legge, di installare e di gestire qualsiasi gioco elettrico, elettromeccanico ed elettronico, compresi tutti i giochi al computer, in qualsiasi luogo pubblico o privato diverso dai casinò, conformemente agli artt. 28 CE, 43 CE e 49 CE nonché all’art. 8 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 giugno 1998, 98/34/CE, che prevede una procedura d’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell’informazione, come modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 20 luglio 1998, 98/48/CE, la Repubblica ellenica non ha attuato tutti i provvedimenti che l’esecuzione della sentenza 26 ottobre 2006, causa C 65/05, Commissione/Grecia comporta e, di conseguenza, è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza dell’art. 228 CE.

2.La Repubblica ellenica è condannata a versare alla Commissione delle Comunità europee, sul conto «Risorse proprie della Comunità europea», una penalità di EUR 31 536 per ogni giorno di ritardo nell’attuazione dei provvedimenti necessari per conformarsi alla citata sentenza Commissione/Grecia a decorrere dal giorno della pronuncia della presente sentenza e fino all’esecuzione di detta sentenza Commissione/Grecia.

3.La Repubblica ellenica è condannata a pagare alla Commissione delle Comunità europee, sul conto «Risorse proprie della Comunità europea», una somma forfettaria di EUR 3 milioni.

4.La Repubblica ellenica è condannata alle spese.

Il governo greco ha fatto di tutto per evitare la condanna della Corte Europea per l'applicazione delle norme che nel 2002 hanno messo al bando gli apparecchi da intrattenimento dagli esercizi pubblici del Paese. A febbraio nel corso di un incontro con i funzionari della Commissione esponenti del governo hanno infatti spiegato che è loro intenzione adempiere quanto prima a quanto previsto dalla decisione dell'ottobre 2006 della Corte di Giustizia che condanna le norme attuali in quanto in contrasto con i principi comunitari. Tutto questo a conclusione di una procedura di infrazione che è stata avviata dalla Commissione a seguito della presentazione di un formale reclamo di imprese operanti nel settore degli apparecchi da intrattenimento.

La stessa Commissione ha successivamente sollecitato la Corte di Giustizia ad applicare una sanzione di oltre 40mila euro al giorno al Governo greco per non aver provveduto nei tempi stabiliti a rimuovere la situazione di 'illegittimità' in tema di regolamentazione sugli apparecchi da intrattenimento. A dire il vero lo scorso anno il governo di Atene ha presentato una proposta di legge alla Commissione che , oltre a normare l'installazione, la produzione e l'importazione degli apparecchi da intrattenimento, introduce le slot a vincita limitata. Tale progetto è però stato 'bocciato' dalla Commissione che ha ritenuto essere eccessivamente 'restrittiva' in alcuni punti.

Da allora il progetto è stato congelato e pare che in queste settimane il governo greco abbia rassicurato la Commissione circa il fatto che è ormai stato ultimato un nuovo progetto di legge, maggiormente rispondente alla normativa comunitaria, e che verrà presentato dal Ministero delle Finanze da qui a breve. A rallentare le operazioni sarebbe infatti la necessità di ottenere sul progetto l'approvazione non solo del Ministero delle Finanze, ma anche quello del Ministro della Salute e quello delle attività navali ( per via delle case da gioco che dovrebbero essere ospitate sulle navi).

La legge della discordia

Nel luglio 2002 il Parlamento greco ha approvato la legge intitolata «Divieto di uso e di installazione di giochi»in base alla quale l’uso di giochi elettrici, elettromeccanici ed elettronici «compresi i computer, è vietato in generale nei luoghi pubblici, come gli alberghi, i bar, le sale di qualsiasi tipo di associazione dichiarata di pubblica utilità e in qualsiasi altro luogo pubblico o privato. È altresì vietata l’installazione di tali giochi».
 
L’art. 3 della stessa legge, intitolato «Imprese di prestazione di servizi Internet» enuncia che «[l’]installazione e la gestione di computer in locali adibiti alla prestazione di servizi Internet non sono assoggettate al divieto di cui all’art. 2. Tuttavia, è vietato l’uso di giochi su tali computer, indipendentemente dal metodo impiegato».

L’inosservanza di suddetti divieti comporta l’applicazione di sanzioni penali e di sanzioni amministrative.

La denuncia degli operatori alla commissione

Un gruppo di imprenditori di settore ha formalmente denunciato il governo greco alla Commissione Europea per non aver comunicato preventivamente il progetto di legge alla Commissione stessa prima della sua introduzione.

Interrogata dalla Commissione l’11 dicembre 2006 sullo stato di esecuzione della citata sentenza Commissione/Grecia, la Repubblica ellenica ha risposto con lettera 12 febbraio 2007. In tale lettera, le autorità elleniche non hanno fornito alcuna informazione concreta riguardo alla modifica della normativa nazionale per conformarsi ad un sentenza della Corte che ha condannato il governo. Per contro le autorità greche hanno sottolineato l’importanza e la complessità della modifica, affermando che i ministeri competenti collaboravano per porre in essere una normativa accettabile nel rispetto del diritto comunitario e del principio della proporzionalità.

Ritenendo che la Repubblica ellenica non avesse adottato i provvedimenti necessari per conformarsi alla sentenza Commissione/Grecia, in data 23 marzo 2007 la Commissione ha inviato allo Stato membro una lettera di diffida a norma dell’art. 228 CE.

Poiché la Repubblica ellenica non ha risposto alla lettera, il 29 giugno 2007 la Commissione ha inviato alla Grecia un parere motivato invitandolo ad adottare i provvedimenti necessari per assicurare l’esecuzione della sentenza in parola entro un termine di due mesi decorrenti dalla ricezione del parere.

La Repubblica ellenica non ha né risposto al parere né le ha notificato un qualsiasi provvedimento legislativo teso a conformarsi alla sentenza , la Commissione ha quindi proposto un ulteriore ricorso considerando che non aveva assicurato l’esecuzione della sentenza Commissione/Grecia.

Gli sviluppi

La Repubblica ellenica ha risposto al parere motivato il 12 marzo 2008, ossia due giorni dopo la proposizione del ricorso indicando che un comitato di redazione legislativa era stato convocato per elaborare un progetto di legge di modifica.

Successivamente la Grecia ha redatto un primo progetto di legge di modifica, ai sensi dell’art. 8 della direttiva 98/34. La Commissione ha presentato osservazioni in un parere circostanziato datato 1° agosto 2008 al quale la Repubblica ellenica non ha risposto. Il 1° dicembre 2008, si sarebbe nondimeno tenuta ad Atene una riunione tra le parti.

Il rappresentante della Repubblica ellenica ha altresì indicato che un nuovo progetto di legge di modifica sarebbe stato approvato dal suo governo entro breve termine, prima di essere comunicato alla Commissione al fine di un esame delle sue disposizioni conformemente all’art. 8 della direttiva 98/34. Al termine di tale procedura, tale progetto dovrebbe quindi essere oggetto di una votazione in Parlamento, al fine della sua adozione.

Le sanzioni

La Commissione ha proposto Corte di infliggere alla Repubblica ellenica una penalità di 31.798,80 euro per ogni giorno di ritardo per sanzionare la mancata esecuzione della citata sentenza Commissione/Grecia a decorrere dalla data in cui sarà pronunciata la sentenza nella presente causa e fino al giorno in cui si sarà data esecuzione alla suddetta sentenza Commissione/Grecia.

La Commissione considera che la condanna al pagamento di una penalità costituisce lo strumento più appropriato per porre fine, il più rapidamente possibile, all’infrazione riscontrata e che, nel caso di specie, una penalità di EUR 31 798,80 per ogni giorno di ritardo sia adeguata alla gravità e alla durata dell’infrazione tenendo conto al contempo della necessità di rendere la sanzione effettiva. (fonte: Jamma)
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