
VLT, COME CAMBIA IL MERCATO: I GIGANTI DEL GAMING MONDIALE APPRODANO SUL MERCATO ITALIANO
Tanti dubbi, numerose perplessità, una sola certezza: quello appena iniziato sarà l'anno delle videolottery. Ma a poche settimane dal (presunto) debutto delle Vlt, nel settore regna ancora l'incertezza per un business che fatica a prendere forma. E, a quanto pare, a porsi dei dubbi non sono soltanto gli ultimi componenti della filiera, ovvero: gestori, esercenti e giocatori. I dubbi dei gestori, alias 'Terzi incaricati alla raccolta', sono ormai noti: ci sarà un futuro, per loro, con il nuovo mercato che appare esclusivamente riservato ai concessionari di rete? E ancora: conviene continuare a investire sulle attuale slot machine (in una situazione economica non facile per nessuno) o è meglio aspettare l'arrivo delle videolottery per investire qualche euro sul nuovo business? Nessuno osa ancora sbilanciarsi troppo nell'informare gli utenti finali della grande novità che sta per sbarcare sul panorama nazionale dell'intrattenimento. Segno evidente, già questo, dell'incertezza diffusa anche tra i concessionari di rete: i proprietari delle videolotterie (avendo acquisito i diritti che ne consentono l'installazione nei locali italiani) ancora allo studio di un prodotto imposto dal Legislatore e definito dai Monopoli di Stato in fretta e furia, obbligando le dieci società a reperire risorse finanziarie in tempi utili prima ancora di capire le effettive prospettive di guadagno per i nuovi prodotti di gioco. Per questo l'unica strada da percorrere è quella di guardarsi intorno e prendere spunto dalle altre realtà estere: percorso obbligato tenendo conto dei tempi ristretti per la messa in piedi del nuovo mercato (dopo il decreto della scorsa estate i concessionari hanno dovuto eseguire i primi investimenti sui prodotti entro il mese di ottobre) che imponevano di andare a cercare i nuovi prodotti laddove esistono già. E così (anche) sul mercato italiano arrivano i colossi internazionali del gaming: quelli che da tempo cercano di inserirsi con le Awp, e ora ci riescono grazie all'urgenza creata dal governo (e pensare che l'Italia veniva accusata di protezionismo sul mercato dei giochi!) alla ricerca di nuove entrate da destinare alla ricostruzione dell'Abruzzo.
Novomatic, Gtech, Atronic, Igt, Bally technologies, sono solo alcuni nomi dei 'colossi' internazionali pronti a manifestare la propria grandezza ed esperienza sul nostro mercato in virtù delle partnership strategiche siglate con uno o più concessionari di rete. La soluzione più in voga scelta dalle società concessionarie sembra essere quella dell'offerta 'multi piattaforma', abbandonando, in molti casi, l'idea iniziale di una fornitura in esclusiva con un solo fornitore di tecnologia per non correre il rischio di limitare la propria offerta di gioco. Ecco quindi che in ogni sala Vlt (l'ambiente 'dedicato' per eccellenza tra quelli previsti dalla norma che parla di sale bingo, sale giochi con particolari requisiti di grandezza e, appunto, di sale esclusivamente riservate ai nuovi terminali) aperta da un concessionario si potranno trovare diverse soluzioni di gioco. Per tutte le esigenze e per tutti i gusti. (fonte: www.GiocoNews.it)
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Tanti dubbi, numerose perplessità, una sola certezza: quello appena iniziato sarà l'anno delle videolottery. Ma a poche settimane dal (presunto) debutto delle Vlt, nel settore regna ancora l'incertezza per un business che fatica a prendere forma. E, a quanto pare, a porsi dei dubbi non sono soltanto gli ultimi componenti della filiera, ovvero: gestori, esercenti e giocatori. I dubbi dei gestori, alias 'Terzi incaricati alla raccolta', sono ormai noti: ci sarà un futuro, per loro, con il nuovo mercato che appare esclusivamente riservato ai concessionari di rete? E ancora: conviene continuare a investire sulle attuale slot machine (in una situazione economica non facile per nessuno) o è meglio aspettare l'arrivo delle videolottery per investire qualche euro sul nuovo business? Nessuno osa ancora sbilanciarsi troppo nell'informare gli utenti finali della grande novità che sta per sbarcare sul panorama nazionale dell'intrattenimento. Segno evidente, già questo, dell'incertezza diffusa anche tra i concessionari di rete: i proprietari delle videolotterie (avendo acquisito i diritti che ne consentono l'installazione nei locali italiani) ancora allo studio di un prodotto imposto dal Legislatore e definito dai Monopoli di Stato in fretta e furia, obbligando le dieci società a reperire risorse finanziarie in tempi utili prima ancora di capire le effettive prospettive di guadagno per i nuovi prodotti di gioco. 





