
ATEI E IGE: LA STORIA SI DA' APPUNTAMENTO A LONDRA
Leggendo i dati dall'oltralpe germanico, non riesco a comprendere perché da noi escano solo esclusivamente i dati dei volumi del giocato su cui pagare la tassazione, ovvero per noi dell'automatico il Preu. È l'interrogativo che si pone Eugenio Bernardi, produttore, consulente e presidente Cna Bassa Est Parma, dopo aver esaminato i resoconti giornalistici su Ima e le anticipazioni sulle fiere londinesi che si aprono domani. "Tutti ad applaudire le notevoli e ampie performance del gaming italiano e non c'è uno straccio di dato certo di quanto si è prodotto in termini di apparecchi comma 6/a e o di aggiornamenti dei precedenti comma 6, ovvero di quanto è costato il cambiamento legislativo delle così dette New Slot 2 ( mai termine più infelice) ai gestori (terzi incaricati)che nonostante ciò all'inizio dello scorso anno con venti di crisi mondiale, alle porte, ha avuto come premio l'aumento della tassazione e in corso d'anno la bella sorpresa dell'accelerazione dell'introduzione delle videolottery per motivi nobili. Non dimentichiamoci che già nella finanziaria 2009 avevano provato ad cancellarci sostituendo forzatamente le New Slot con 65 mila Vlt. A fatica si riesce a sapere quante omologhe sono state eseguite e da chi poi? Forse da qualche mobiliere o elettricista?Ci sono anche queste degne categorie che nulla hanno a che fare con noi. È divertente ( ma anche deprimente) vedere che oltre il 30% dei cosi detti produttori o presunti tali non ha nemmeno la dichiarazione Raee ( e quindi non potrebbe produrre). Non c'è la ben che minima percezione di certi doveri da parte anche di aziende evolute o strutturate". Bernardi ricorda come a fine 2009 sia stato impesto un controllo sulle certificazioni Ce ma "la purtroppo errata richiesta ha già causato ripensamenti con il solito italico "volemoce bene" sarà presto fatta a interpretazione in modi e tempi ad personam, visto che l'amministrazione su cose strettamente di competenza industriale purtroppo non è esperta, il tutto ha scapito dei pochi corretti. Pure fra gli Enti Certificatori ( per stare in tema) si usano pesi e misure diversificati e si passa dalle italiche furbizie". "Spero qualcuno finalmente capisca che ci sono da sempre norme che vanno e andavano rispettate da decenni. Ben venga la qualità ma non a scapito della prepotenza e o dell'ingessatura del mercato". Bernardi ricorda l'esempio tedesco: "I tedeschi che non usano il nostro sistema produttivo, avendo anni di mercato molto più regolamentato alle spalle, hanno anche la possibilità di avere dati omogenei e aggregati e soprattutto figure storiche riconosciute, produttore, commerciante/rivenditore, gestore, hanno anche 5 associazioni federali e 16 associazioni regionali che operano molto più sinergicamente per il comune intendimento, nonostante i numeri dei volumi di gioco e di tassazione raggiunti siano ¼ di quello italiano. Mi chiedo, se possa essere possibile avere certi dati da chi ci amministra, non solo a loro vanto per i volumi raggiunti, se da un lato sono gratificanti dall'altro mettono in dubbio le capacità etico morali dell'ente regolatore che deve si portare risultati, ma non creare ulteriore povertà e illusioni. Fra i compiti delle associazioni che ci rappresentano chiederei se sono in grado, visti gli ampi mezzi economici ( ottenuti con le Fiere e quindi con la contribuzione di noi produttori) e o le notevoli vanterie, di riuscire magari tramite il centro studi Automat o a quello di Confindustria di ricavare dati certi sulla produzione di apparecchi da gioco di questi ultimi 3 anni. È forse chiedere troppo? È chiedere troppo conoscere i volumi di risorse investiti dai gestori per dare più sicurezza ma a discapito di una macchinosità burocratica eccessiva che certo nel tempo non ha impedito certe problematiche elusive?" E quanto alle Vlt, "dove saranno installate? Questo resta un grosso enigma viste anche le crescenti resistenze di molte amministrazioni comunali all'apertura di nuove sale giochi con le attuali AWP o New Slot. Non vorrei accadesse che con l'avvento delle Vlt, che tolgono ossigeno agli investimenti sulle New Slot, ancora una volta la fretta faccia compiere i madornali errori della nascita delle reti delle neonate comma 6 del 2004". LA MARCIA INDIETRO DEI TOTEM - Bernardi dice la sua anche sullo scottante tema dei Totem e degli skill games. "Certamente nei passati 2/3 anni sull'online si è legiferato in modo approssimativo, forse per la giusta fretta di bloccare i siti illegali. Gli skill games e con esso i Totem sono stati usati all'interno dei locali pubblici come 'cavalli di Troia' per acquisire spazi e mercato senza non ricordare che la redditività dei .it è e rimane bassa se pur non in tutte le realtà italiane e marginalmente ha coinvolto il tradizionale gestore italiano. Rileggendo alcune richieste fatte in passato ai Ministeri competenti e richiamate dall'interrogazione dell'On. Fluvi, entrambe proponevano una miglior regolamentazione, in definitiva d'inserire i Totem adibiti agli skill games con piattaforme autorizzate ex art.88 del Tulps alla pari dei Totem per le scommesse. Così sembra non sia, vista la marcia indietro del Ministero delle Finanze e dalle dichiarazioni di alcuni funzionari di Aams, leggendo attentamente il Decreto inviato a Bruxelles al riguardo faccio notare alcune mie modeste considerazioni su 3 punti sotto riportati che così recitano: - osservare le disposizioni del vigente Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, Regio Decreto 18 giugno 1933, n.773 e successive modificazioni tutte le norme di legge nonché tutte le disposizioni vigenti di ogni altra autorità in materia, presenti o future; Tale passo, a mio parere, enuncia in sintesi di adeguarsi al Tulps, fra questi l'obbligo di rispettare le 'Tabelle dei giochi proibiti delle Questure' dove in esse si evince anche il divieto del gioco del poker e in alcuni casi anche nella versione Texas Hold'Em". Bernardi si chiede: "Come faranno a far uscire e regolamentare il Texas Hold'Em live e rispettare la Tabella dei giochi proibiti?". (fonte: GiocoNews)
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