martedì 07 febbraio 2012
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Circolari Unindustria giovedì 31 luglio 2008
MANOVRA ECONOMICA 2009



In questi giorni  la Camera ha approvato la manovra economica del Governo per il 2009. Ecco quindi una sintesi dei punti più significativi con il commento di Confindustria.

Quadro Economia

Stiamo attraversando una fase di grave rallentamento dell’economia. La situazione è caratterizzata da un forte aumento delle materie prime, a cominciare da quelle energetiche, da un alto costo del danaro (BCE 4,25%, Euribor 4,96%) e da un cambio euro/dollaro ai massimi storici per la moneta europea.

La crescita economica si contrae. Per l’Italia il CSC prevede una crescita del PIL dello 0,1 nel 2008 e dello 0,6 nel 2009.

Le previsioni di Banca d’Italia (+0,4 sia quest’anno che il prossimo) ISAE, FMI e le stesse cifre del DPEF sono leggermente più ottimistiche, ma davvero di poco.

La produzione industriale è in netto rallentamento. A maggio ha fatto registrare in Italia un –1,4% e a giugno dovrebbe segnare un modestissimo +0,2.

Anche nell’area euro la produzione industriale è in frenata : -1,9% a maggio. In Germania –2,6%.

Il prezzo del petrolio, pur se appare in leggera flessione, resta vicino ai massimi storici. Era a 110 $ al barile in Aprile, l’11 luglio ha toccato il record di 145,61 $ al barile, ieri era poco sopra i 128 $.

A causa soprattutto delle materie prime cresce l’inflazione. A giugno siamo ormai al 4% , sia in Italia sia nell’area euro. Sempre a giugno nel nostro paese l’inflazione cosiddetta “core” è del 2,3% e quindi il peso di quella importata è pari all’1,7%.

Si cominciano ad evidenziare difficoltà sia a livello di aziende sia a livello di settori e la disoccupazione è aumentata dal 6,2% del quarto trimestre 2007 al 6,5% del primo trimestre 2008.

In questa situazione va ad operare la manovra triennale di stabilizzazione della finanza pubblica. Il ministro Tremonti ha confermato l’obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2011. E’ stata messa a punto una manovra correttiva di circa 35 miliardi per i tre anni 2009-2010-2011. Per il 2009 prevede 9 miliardi di minori spese e 4 miliardi di maggiori entrate. Il deficit in rapporto al PIL dovrebbe scendere nel 2009 al 2% grazie ad una manovra pari a 0,6 punti di PIL.

Gli obiettivi sono importanti e la manovra è nel suo complesso condivisibile. Preoccupa la riduzione della spesa in conto capitale che è oggi al 4% del PIL e che scenderà al 3,3% nel 2011. In particolare la spesa per investimenti è del 2,4% sul PIL nel 2008, scenderà all’1,9% nel 2011.

La pressione fiscale rimane invariata al 43,2 - 43,3% (massimi storici). La riduzione deve venire dall’ampliamento della base imponibile. La lotta all’evasione fiscale deve ridurre la pressione su chi paga.

Fisco

Aumento prelievo. Per banche e assicurazioni la misura di maggior impatto è l’indeducibilità di una quota (3% nel 2008 e 4% dal 2009) degli interessi passivi. Inoltre viene operata una stretta sulle deduzioni possibili per gli accantonamenti al fondo rischi.

Con il maxi emendamento è stata spostata all’anno successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 l'entrata in vigore della norma sugli interessi passivi.

Articolato è anche l’insieme di misure che colpisce le imprese del settore energetico, tra le quali quella di maggior impatto finanziario appare l’addizionale IRES. Con il maxi emendamento sono stati eliminati l’incremento dei diritti per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e l’obbligo di conferire l’1% della produzione a carico dei titolari di concessioni estrattive. Come richiesto anche da Confindustria, sono stati inoltre esclusi dall’applicazione dell’addizionale i soggetti che operano nei settori delle energie rinnovabili.

Il decreto istituisce un ulteriore inasprimento delle misure fiscali a carico degli investitori nel settore immobiliare. Il maxi emendamento ha escluso da alcune misure i fondi quotati e che abbiano un patrimonio almeno pari a 400 milioni. E’ stata inoltre introdotta una disciplina transitoria per la quale sui proventi maturati prima della data di entrata in vigore si continua ad applicare la precedente aliquota (12,5%) in luogo della nuova (20%). E’ stato poi reso più facile per il fisco poter riqualificare come nazionale una società estera controllata da residenti.

Positive sono le misure di semplificazione, in particolare l’abrogazione dell’obbligo di presentazione degli elenchi clienti e fornitori, la soppressione dell’obbligo di prestazione di garanzie per ottenere la rateazione dei debiti di imposta superiori a 50 mila euro, la previsione di una semplificazione degli adempimenti fiscali delle imprese appartenenti ai distretti industriali o a catene di imprese. Positiva una misura di trasparenza come l’obbligo di pubblicare lo studio di settore entro il 30 settembre del periodo di imposta di riferimento.

Incentivi. Va poi valutata positivamente la disposizione che concede l’esenzione sulle plusvalenze generate dalla cessione di partecipazioni (siano esse qualificate o meno) reinvestite per la sottoscrizione di capitale o l’acquisto di partecipazioni in società in fase di “start up”. Tale misura può facilitare la disponibilità di venture capital per lo sviluppo di nuove imprese, anche nei settori ad alta tecnologia.

Razionalizzazioni. Va infine segnalata è la disposizione che posticipa al 31 dicembre 2008 l’abrogazione del regime di esenzione Iva delle prestazioni di servizio ausiliarie, rese all’interno di gruppi bancari, assicurativi o di gruppi le cui società presentano un volume d’affari di operazioni esenti superiore al 90%.

Viene abrogato il regime fiscale agevolato per le stock option. Il maxi emendamento ha poi previsto l’esclusione dalla base imponibile contributiva previdenziale dei valori delle stock option che diventano integralmente tassabili ai fini IRPEF.

E’ stata soppressa la norma sull’indetraibilità dell’IVA relativa a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande; tali spese vengono rese deducibili anche ai fini IRES nel limite del 75%. Sono da chiarire vari aspetti applicativi della nuova norma, che in sè è da giudicare positivamente.

Abrogazione divieto di cumulo. In linea con le richieste formulate da Confindustria al fine di far emergere il lavoro sommerso e aumentare il gettito fiscale e contributivo, è stato abrogato completamente il divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensioni.

Credito d’imposta su ricerca. Il decreto non modifica il meccanismo del credito d’imposta per ricerca e sviluppo, esigenza rappresentata da Confindustria per non penalizzare gli investimenti in questo settore strategico.

E' possibile leggere l'intera nota, e prendere visione di alcune slide, facendo click sui collegamenti seguenti:

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