In questi giorni la Camera ha approvato la manovra economica del Governo per il 2009. Ecco quindi una sintesi dei punti più significativi con il commento di Confindustria.
Stiamo
attraversando una fase di grave rallentamento dell’economia. La
situazione è caratterizzata da un forte aumento delle materie
prime, a cominciare da quelle energetiche, da un alto costo del
danaro (BCE 4,25%, Euribor 4,96%) e da un cambio euro/dollaro ai
massimi storici per la moneta europea.
La
crescita economica si contrae. Per l’Italia il CSC prevede una
crescita del PIL dello 0,1 nel 2008 e dello 0,6 nel 2009.
Le
previsioni di Banca d’Italia (+0,4 sia quest’anno che il
prossimo) ISAE, FMI e le stesse cifre del DPEF sono leggermente più
ottimistiche, ma davvero di poco.
La
produzione industriale è in netto rallentamento. A maggio ha
fatto registrare in Italia un –1,4% e a giugno dovrebbe segnare un
modestissimo +0,2.
Anche
nell’area euro la produzione industriale è in frenata :
-1,9% a maggio. In Germania –2,6%.
Il
prezzo del petrolio, pur se appare in leggera flessione, resta vicino
ai massimi storici. Era a 110 $ al barile in Aprile, l’11 luglio
ha toccato il record di 145,61 $ al barile, ieri era poco sopra i 128
$.
A
causa soprattutto delle materie prime cresce l’inflazione. A
giugno siamo ormai al 4% , sia in Italia sia nell’area euro.
Sempre a giugno nel nostro paese l’inflazione cosiddetta “core”
è del 2,3% e quindi il peso di quella importata è pari
all’1,7%.
Si
cominciano ad evidenziare difficoltà sia a livello di aziende
sia a livello di settori e la disoccupazione è aumentata dal
6,2% del quarto trimestre 2007 al 6,5% del primo trimestre 2008.
In
questa situazione va ad operare la manovra triennale di
stabilizzazione della finanza pubblica. Il ministro Tremonti ha
confermato l’obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2011. E’
stata messa a punto una manovra correttiva di circa 35 miliardi per i
tre anni 2009-2010-2011. Per il 2009 prevede 9 miliardi di minori
spese e 4 miliardi di maggiori entrate. Il deficit in rapporto
al PIL dovrebbe scendere nel 2009 al 2% grazie ad una manovra pari a
0,6 punti di PIL.
Gli
obiettivi sono importanti e la manovra è nel suo complesso
condivisibile. Preoccupa la riduzione della spesa in conto capitale
che è oggi al 4% del PIL e che scenderà al 3,3% nel
2011. In particolare la spesa per investimenti è del 2,4% sul
PIL nel 2008, scenderà all’1,9% nel 2011.
La
pressione fiscale rimane invariata al 43,2 - 43,3% (massimi storici).
La riduzione deve venire dall’ampliamento della base imponibile. La
lotta all’evasione fiscale deve ridurre la pressione su chi paga.
Fisco
Aumento
prelievo. Per banche e
assicurazioni la misura di maggior impatto è l’indeducibilità
di una quota (3% nel 2008 e 4% dal 2009) degli interessi passivi.
Inoltre viene operata una stretta sulle deduzioni possibili per gli
accantonamenti al fondo rischi.
Con
il maxi emendamento è stata spostata all’anno successivo a
quello in corso al 31 dicembre 2007 l'entrata in vigore della norma
sugli interessi passivi.
Articolato è
anche l’insieme di misure che colpisce le imprese del settore
energetico, tra le quali quella di maggior impatto finanziario appare
l’addizionale IRES. Con il maxi emendamento sono stati eliminati
l’incremento dei diritti per la prospezione, ricerca e coltivazione
di idrocarburi e l’obbligo di conferire l’1% della produzione a
carico dei titolari di concessioni estrattive. Come richiesto anche
da Confindustria, sono stati inoltre esclusi dall’applicazione
dell’addizionale i soggetti che operano nei settori delle energie
rinnovabili.
Il decreto
istituisce un ulteriore inasprimento delle misure fiscali a carico
degli investitori nel settore immobiliare. Il maxi emendamento ha
escluso da alcune misure i fondi quotati e che abbiano un patrimonio
almeno pari a 400 milioni. E’ stata inoltre introdotta una
disciplina transitoria per la quale sui proventi maturati prima della
data di entrata in vigore si continua ad applicare la precedente
aliquota (12,5%) in luogo della nuova (20%). E’ stato poi reso più
facile per il fisco poter riqualificare come nazionale una società
estera controllata da residenti.
Positive
sono le misure di semplificazione,
in particolare l’abrogazione
dell’obbligo di presentazione degli elenchi clienti e fornitori,
la soppressione dell’obbligo di prestazione di garanzie per
ottenere la rateazione dei debiti di imposta superiori a 50 mila
euro, la previsione di una semplificazione degli adempimenti fiscali
delle imprese appartenenti ai distretti industriali o a catene di
imprese. Positiva una misura di trasparenza come l’obbligo di
pubblicare lo studio di settore entro il 30 settembre del periodo di
imposta di riferimento.
Incentivi.
Va poi valutata positivamente la disposizione che concede l’esenzione
sulle plusvalenze generate dalla cessione di partecipazioni
(siano esse qualificate o meno) reinvestite
per la sottoscrizione di capitale o l’acquisto di partecipazioni in
società in fase di “start up”.
Tale misura può facilitare la disponibilità di venture
capital per lo sviluppo di nuove imprese, anche nei settori ad alta
tecnologia.
Razionalizzazioni.
Va infine segnalata è la disposizione che posticipa al 31
dicembre 2008 l’abrogazione del regime di esenzione Iva delle
prestazioni di servizio ausiliarie, rese all’interno di gruppi
bancari, assicurativi o di gruppi le cui società presentano un
volume d’affari di operazioni esenti superiore al 90%.
Viene
abrogato il regime fiscale agevolato per le stock option. Il
maxi emendamento ha poi previsto l’esclusione dalla base imponibile
contributiva previdenziale dei valori delle stock option che
diventano integralmente tassabili ai fini IRPEF.
E’ stata
soppressa la norma sull’indetraibilità dell’IVA relativa a
prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande;
tali spese vengono rese deducibili anche ai fini IRES nel limite del
75%. Sono da chiarire vari aspetti applicativi della nuova norma,
che in sè è da giudicare positivamente.
Abrogazione
divieto di cumulo. In linea con le richieste formulate da
Confindustria al fine di far emergere il lavoro sommerso e aumentare
il gettito fiscale e contributivo, è stato abrogato
completamente il divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensioni.
Credito
d’imposta su ricerca. Il decreto non modifica il meccanismo del
credito d’imposta per ricerca e sviluppo, esigenza rappresentata da
Confindustria per non penalizzare gli investimenti in questo settore
strategico.
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