
NON SOLO SLOT. L'ACMI PORTA GLI APPARECCHI DA INTRATTENIEMNTO ALL'ATTENZIONE DI AAMS
(Jamma) Non
di sole slot vive il comparto dell'apparecchio da gioco. E comunque non
tutte le imprese di settore credono di dover rinunciare a offrire quale
ora di intrattenimento nelle ancora tante sale giochi disseminate nel
nostro Paese.Per l'Acmi, l'associazione dei costruttori italiani di macchine da intrattenimento, l'apparecchio comma7, quello cioè che non prevede la vincita di somme di denaro, è ancora, nonostante la crisi, un elemento che va preservato come segno di distinzione della nostra industria nel panorama videoludico europeo. L'Italia nel decennio che va dalla metà degli anni '90 al 2005 è stato il paese che in assoluto ha importato il maggior numero di apparecchi da puro intrattenimento in Europa. Oggi la situazione è molto diversa. Dall'introduzione nel 2005 delle nuove norme che regolano la distribuzione di videogiochi sul mercato italiano in settore ha segnato una pericolosa battuta d'arresto in termini di fatturato. Conseguenza prevedibile se si considera che nel biennio 2006-2007 sono stati autorizzati 129 modelli di nuovi apparecchi da intrattenimento, di cui 13 prodotti in Italia, 4 nell'Unione Europea e 74 fuori dall'EU. Troppo pochi per sostenere un comparto che alla fine degli anni '90 si annunciava come l'enfant prodige dell'industria legata alle attività ricreative e il tempo libero. Troppo pochi per consentire a molte aziende di settore di continuare ad operare e la cui sopravvivenza è già stata messa a dura prova da anni di immobilismo e di indifferenza rispetto alle difficoltà più volte denunciate dal comparto. "Non nascondo di nutrire molte aspettative su questo incontro" azzarda Adriano Rossi, imprenditore da anni presente sul mercato dell'apparecchio da intrattenimento italiano e oggi vicepresidente di ACMI, parlando dell'incontro a cui parteciperà giovedì prossimo presso la sede centrale dell'Amministrazione dei Monopoli di Stato. Rossi si recherà con Gennaro Parlati, Direttore Generale di ACMI, ad incontrare i responsabili dell'Ufficio 12 , Apparecchi da Intrattenimento di AAMS, per confrontarsi sulle norme che regolamentano gli apparecchi 7/a e i 7/c e per le quali da tempi gli operatori chiedono interventi di 'alleggerimento'. “Credo che sia davvero arrivato il momento di prendere in seria considerazione lo stato di questo mercato, le criticità e i possibili interventi che ne permettano la sopravvivenza. Dal 2005 ad oggi il legislatore ha puntato a introdurre misure di contrasto al mercato degli apparecchi illegali, misure che hanno finito per ingessare il comparto. Ora vogliamo guardare avanti. Confido che questo primo incontro con il dott. Armando Iaccarino sia solo l'avvio di un lavoro proficuo in cui non mancheremo di dedicare eguale attenzione ai videogiochi, agli apparecchi meccanici e alle macchine per le "operazioni a premio", i cosiddetti redemption a tickets, ancora privi di un vero regolamento tecnico".
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(Jamma) Non
di sole slot vive il comparto dell'apparecchio da gioco. E comunque non
tutte le imprese di settore credono di dover rinunciare a offrire quale
ora di intrattenimento nelle ancora tante sale giochi disseminate nel
nostro Paese.





