venerdì 10 febbraio 2012
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Interviste martedì 19 febbraio 2008
COME CAMBIA L’OFFERTA DI GIOCO. Intervista a Emmanuele Cangianelli

Slot Reels(Jamma) - Le analisi sull'industria italiana del gioco legale sono spesso, inevitabilmente, influenzate dalle esigenze di posizionamento degli operatori che le esprimono. Più raramente capita di ascoltare competenze professionali indipendenti, come quelle di MAG Consulenti Associati, società di consulenza strategica che ha svolto e svolge un ruolo rilevante nello sviluppo complessivo del gaming e del betting italiano. Abbiamo quindi colto l'occasione di chiedere ad Emmanuele Cangianelli, partner e tra i fondatori della Società, alcuni punti di vista sui temi di maggiore attualità del 2008.

J: Il 2008 sembra essere l'anno di consolidamento delle Reti dei giochi: definitivo irrobustimento della rete dei punti "Bersani", avvio concreto del gioco "a distanza", nuove forme di funzionamento della rete di collegamento delle newslot, per non parlare della recente aggiudicazione del segmento di giochi a totalizzatore nazionale.

E.C.: La vera novità in termini quantitativi, a parte i giochi a totalizzatore nazionale, sarà quella della rete finora meno tipica nella distribuzione dei giochi, ovvero Internet. Dopo un complesso avvio regolatorio, il 2008 potrà vedere (probabilmente nella sua seconda parte), quei nuovi prodotti, come il Bingo on line, i card games e gli skill games, che porteranno una concreta innovazione nel "portafoglio" dei giochi pubblici e nelle abitudini di consumo di molti italiani (oltre che, necessariamente, nel modo di lavorare degli operatori del settore). La nuova rete di distribuzione fisica delle scommesse e dei giochi sportivi ed ippici ha già raggiunto dimensioni rilevanti: a ridosso dei termini di completamento previsti dalle convenzioni avremo sicuramente ulteriori migliaia di punti vendita, necessari per soddisfare adeguatamente la domanda nelle diverse aree geografiche e contrastare il sempre troppo diffuso gioco illegale. Per quanto riguarda la rete di gestione telematica degli apparecchi da intrattenimento, questa ha già (da molto tempo), raggiunto un’operatività sufficiente, in termini di rilevazione dei dati: è necessario, tuttavia, verificare definitivamente le performance delle nuove schede di gioco (e, soprattutto, dei meccanismi di controllo che sono stati pensati per la generazione di AWP) per dare un giudizio complessivo. 

J: Lei conosce il mercato degli apparecchi a vincita da diversi anni. Quali pensa che siano le innovazioni più adatte a superare le continue incertezze con le quali gli operatori - dai concessionari di rete agli esercenti, passando per i produttori ed i noleggiatori - sono costretti a convivere?

E.C.: Tralascio ogni considerazione sulla recente politica dei giochi in questo settore. Credo sia necessario ripartire dalla concezione del prodotto stesso "apparecchi da intrattenimento": macchine da gioco elettroniche che offrono giochi ad alea programmata in esercizi pubblici, consentendo piccole vincite ed assicurando intrattenimento agli appassionati con un rapporto equilibrato tempo di intrattenimento \ costo delle partite \ payout. Condizioni che sarebbero già nell'impianto generale delle attuali disposizioni; per sfruttare pienamente tale impianto sono necessari un periodo di stabilità nella regolamentazione e nella gestione amministrativa ed una maggiore innovazione nella produzione e nella gestione: ad esempio concependo software di gioco, paytable e business plan diversi da quelli oggi utilizzati (pressoché dall'intero mercato). Con i primi modelli di AWP2 in esercizio ed "a terra" dovremmo avere le condizioni per questi affinamenti di prodotto; affinamenti che potranno essere favoriti sia dalle modifiche al rapporto concessorio che dovrebbero intervenire nei primi mesi dell'anno (quindi, da una maggiore attenzione al prodotto da parte degli stessi concessionari) sia dalla attesa e definitiva precisazione del quadro amministrativo e contrattuale degli "incarichi di raccolta delle giocate". Quest’ultima è indispensabile per una maggiore chiarezza dei rapporti commerciali nella filiera e per mandare a regime anche le procedure di natura tributaria, avviate ormai dall'autunno del 2007.

J: Il problema irrisolto della disciplina dei "terzi incaricati", per moltissimi noleggiatori, è quello delle pendenze per gioco d'azzardo del periodo anteriore all'avvio delle Newslot...

E.C.: Infatti. Credo che una soluzione corretta potrebbe essere quella di collocare al maggio del 2004 - avvio del “nuovo” mercato AWP - il termine dal quale rilevare il corretto comportamento degli operatori; in generale, credo che sia ancora più importante trovare soluzioni pratiche che rendano effettivo, ed utilizzabile dagli operatori ai diversi livelli della filiera, il sistema di garanzie economiche tra loro e verso lo Stato.

J: Il 2008 potrebbe essere anche l'anno delle VLT?

E.C.: A mio avviso, i problemi di funzionamento della filiera che abbiamo ricordato sono prioritari e propedeutici, nella risoluzione, rispetto al lancio del prodotto VLT. Dobbiamo rammentare, infatti, che la disposizione di legge vigente prevede la regolamentazione ministeriale delle VLT "tenendo conto delle specifiche condizioni di mercato"; è veramente ingenuo pensare alle VLT come ad una soluzione magica, tale da risolvere anche i problemi della filiera. È tuttavia possibile - anzi auspicabile - che nel corso dell'anno si definiscano gli elementi generali del modello tecnologico, di prodotto, distributivo e concessorio delle VLT, in maniera da poterne attuare il lancio, magari già nel 2009.

J: Quali innovazioni potranno venire dal lancio dei nuovi prodotti del gioco a distanza?

E.C.: Finora, solo un numero limitato di operatori si è confrontato con le logiche del business su internet e pressoché esclusivamente per il betting. Le lotterie telematiche sono state proposte nell'ultimo anno come un prodotto necessariamente standardizzato, seppure di buon successo. Nei prossimi mesi, invece, sia il Bingo sia, in maniera più marcata, gli skill ed i card games richiederanno agli operatori un forte accrescimento delle competenze di marketing nella progettazione e nella gestione dei prodotti: si pensi alle esigenze di customer relationship management ed alle esigenze di progressiva evoluzione delle scelte di business planning, a livello di bouquet e di singolo prodotto. Inoltre, il gran numero di operatori ai blocchi di partenza richiederà soluzioni creative anche per la comunicazione ed il branding. Insomma, seppure - come sempre - la forza finanziaria sarà importante, potranno trovare posizioni di soddisfazione anche quegli operatori che sfrutteranno la semplicità, l'immediatezza e la sempre crescente diffusione del canale Internet per soddisfare e fidelizzare gli attuali ed i nuovi (credo non pochi) clienti di prodotti di gioco. Senza dubbio, gli operatori italiani si trovano a dover introdurre nuove competenze all’interno delle proprie organizzazioni, strutturandosi come i loro concorrenti internazionali.

J: Come vede il rapporto tra i nuovi "giochi a distanza" e la distribuzione fisica?

E.C.: Senza dubbio, i giochi "a distanza" sono stati concepiti per la fruizione su canali diversi da quelli fisici. Ciò non esclude, peraltro, che - utilizzando la libertà di messa a disposizione di accessi ad Internet in luoghi pubblici, nel quadro delle specifiche disposizioni amministrative e di polizia - possano affermarsi modelli alternativi di distribuzione, attraverso i già molto diffusi totem, anche chiarendo, in una sede normativa adeguata, il ruolo dei punti di commercializzazione delle ricariche dei conti di gioco. E’ tuttavia ancora da verificare la concretezza e la profittabilità della commercializzazione di card games (in forma di torneo) o del Bingo in terminali internet pubblici, mentre altri prodotti potrebbero trovare forme di fruizione più semplificate. Diversi operatori, in queste settimane, stanno progettando il loro ingresso operativo nel mercato dell’e-gaming italiano: ritengo che sia assolutamente indispensabile, in ogni caso, una particolare attenzione alla "filosofia" del gioco a distanza, per non rischiare spiacevoli bocciature in fase di verifica dei progetti di piattaforma e di gioco da parte di AAMS.

Fonte: Jamma.it  

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