giovedì 29 luglio 2010
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Notizie giovedì 15 novembre 2007
MILLIONAIRE: DISONESTÀ INTELLETTUALE
Nel numero di novembre del mensile "Millionaire" trova spazio l'ennesimo attacco al settore degli apparecchi da intrattenimento, accostato ancora una volta a fenomeni di criminalità e a comportamenti, per usare un eufemismo, poco ortodossi.

Nell’occasione, il noto mensile non ha fatto altro che ricalcare gli argomenti già trattati altrove, con il "valore aggiunto" di un curioso scoop: la confessione di un fantomatico ragazzino ventenne che taroccherebbe i software delle NewSlot per evitare che queste distribuiscano le vincite (tra l'altro il misterioso ragazzo opererebbe nella neutrale Svizzera, roba da film di spionaggio, terrorismo informatico o chissà cos'altro).

Sin dalle prime righe del pezzo, si evince con chiarezza il livello di disinformazione e consentitemelo, la malafede, di chi scrive:
“… Sembrano innocui pezzi di metallo e plastica con uno schermo, un software, un computer all’interno e una fessura per introdurre le monete. Eppure sono entità infernali in grado di catalizzare l’attenzione di milioni di persone rovinarne centinaia di migliaia, fregare migliaia di euro, arricchire in parte le casse dello stato e in parte quelle della criminalità organizzata…” - "Gli ex videopoker, da tre anni videoslotmachine, sono uno dei più alti connubi tipicamente italiani di legalità e illegalità, permessi statali e trucchetti criminali".
L’autore di tale infamia si è assunto la responsabilità di giudicare e condannare un settore che negli ultimi tre anni, grazie ai sacrifici e agli investimenti degli operatori onesti da una parte e grazie all’impegno e alla professionalità dei funzionari dei Monopoli di Stato dall’altra, è stato radicalmente trasformato centrando tre fondamentali obiettivi: contrasto al gioco illegale, maggior tutela del consumatore e importanti introiti per le casse dello Stato.

Ma se da una parte lo spietato j'accuse del Millionaire si ferma qui, dimostrando una scarsa documentazione sulla vicenda, sfogliando le pagine successive arriva il vero colpo di teatro. Infatti, tra gli inserzionisti pubblicitari del giornale figurano numerose attività legate agli apparecchi da intrattenimento.

Disonestà intellettuale - non può considerarsi certo onesto o coerente chi denigra e criminalizza un intero settore (costruttori, software-house, concessionari, gestori e perfino lo Stato) per poi intascarne volentieri il denaro "sporco", spingendo addirittura i propri lettori a investire in quel, presunto, “buco nero”!

GP
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